Mese: novembre 2013

Il mercante di stelle.

Drinnnnn….drinnnnn….drinnnnn….

7 squilli a vuoto, non di più per non sembrar pedante.

Nessuna risposta.

Guardo fuori dalla finestra, nel buio delle 19 di un giorno qualunque di novembre.

È stato difficile oggi. Difficile come ogni lunedì. Qualcuno dovrebbe spiegarmelo come mai il lunedì è sempre cosi complicato.

Assaporo la mia Marlboro, la guardo mentre brucia lentamente e mi chiedo che cosa ci faccia ancora tra le mie dita. Dovrei smettere. Me lo ripeto da quando ho iniziato. Me lo ripeterò ancora per molto.

Mentre in sottofondo passa musica leggera ripenso alla mia giornata. Ne sono successe di cose, ne succedono tutti i giorni ma quando giunge la sera riassumiamo decretando che non è successo niente. Scivola sempre tutto in modo talmente fievole e impassibile che crediamo di non dover dar mai peso a nulla finchè non succede qualcosa di grande o devastante.

Invece no! Io oggi ho avuto tante piccole emozioni che voglio ricordare.

Una telefonata con il mio capo estremamente cordiale e stimolante.

La mia collega che è rientrata dopo una settimana di malattia.

Le battute scambiate con il mio braccio destro che mi hanno fatto sorridere.

L’sms di lei che vuole venire da me.

Il sorriso di mia zia che mi saluta dalla finestra.

Il pranzo di fronte al camino.

Il croccantino dato a Yun che ha scalpitato appena mi ha vista rientrare a casa.

Il ghigno furtivo dopo aver realizzato di aver lasciato la luce accesa e aver fatto finta di nulla.

La tazza con il the caldo tra le mani per colazione.

La telefonata di 10 minuti con l’amica che non vedi da troppo.

La canzone riascoltata tre volte di fila mentre andavo al lavoro.

Ed è proprio con lei che ora preparo la cena e mi siedo cullata dai miei pensieri…con la musica leggera in sottofondo ed il rumore della pioggia.

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Fantasia.

Il concetto è semplice.

“Fantasia”.

Ci vuole fantasia per fare ogni cosa. Ci vuole fantasia al lavoro, ci vuole fantasia a casa, ci vuole fantasia con gli amici, ci vuole fantasia a letto, ci vuole fantasia quando si deve pensare, ci vuole fantasia per dire una bugia, ci vuole fantasia quando si deve giocare, ci vuole fantasia quando si deve sognare, ci vuole fantasia per non impazzire.

 

FANTASIA: Capacità della mente di inventare situazioni e figure che non si danno nella realtà o di elaborare quelle reali SIN immaginazione, inventiva ||lavorare di f., abbandonarsi all’immaginazione

|| http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/fantasia.shtml ||

 

Ieri sera per la prima volta ho avuto a cena un’ospite inattesa e molto desiderata.

La mia nipotina.

5 mesi compiuti proprio ieri, ma non era quella l’occasione.

In realtà non c’era occasione, è stata una cosa improvvisata all’ultimo, un invito/autoinvito di mio fratello che da molto mancava.

Non è accaduto nulla di speciale ma molto di magico.

Non so come spiegarlo ma nel piccolo dei suoi pochi mesi ho visto crearsi una sinergia tra me e lei.

Una sorta di filo invisibile tra i suoi occhi e i miei.

Una cosa così grande che non ho mai vissuto prima.

La piccola tra le mie braccia, la piccola che volava tra le mie braccia senza paura.

Ho sempre visto la mia posizione nella vita come statica, esclusiva e privata. Chiusa e vuota.

Mi è bastato un millesimo di secondo per ribaltare la mia visione.

Si deve imparare a sognare e si deve imparare a credere nei propri sogni.

Io sono una persona colma di fantasia. Io adoro sognare e non solo la notte. Io adoro immaginare luoghi, situazioni, persone, spettacoli. La vita riassumendo.

Non mi privo certo di viverla ma trovo che sia delizioso assaporare l’anteprima nei sogni.

Sicuramente un commento potrebbe essere che se si vola troppo in alto con la fantasia poi ci si fa male quando si cade (presumendo che sia scontato cadere) ma, signore e signori, se si vola sempre ad un altezza media non si godrà mai a pieno dello spettacolo della natura.

E così, tra una crisi ed un sorriso, tra una giornata da dimenticare ed una birra bevuta in compagnia, tra una litigata ed una notte d’amore io grido al mondo che SOGNARE CI RENDE LIBERI DI VIVERE.

Queste parole escono dopo una domenica passata sul divano a guardare film in completa ed assoluta solitudine. A volte non guasta il restare soli a pensare, detestarsi, leggere, crogiolarsi, osservare, amarsi e si: SOGNARE.

 

Mina in testa.

Parole, soltanto parole…parole d’amor…

Son qui a sopprimere…a sopprimermi.

Ti ascolto. Ti rispondo. Mi trattengo.
Ti vedo. Ti guardo. Ti sogno. Ti desidero.

Parole, parole, soltanto parole…

Ti evito. Non ti sento. Non ti vedo. Non ti voglio.

“mi mancano i tuoi abbracci”.

Parole, soltanto parole…

Ti voglio. Mi odio. Ti bramo. Mi odio. Ti sento dentro. Mi odio.

Parole, soltanto parole…parole d’amor…

Non sei qui.
Mi manchi. Mi manca. Mi manca il calor…

Soltanto parole d’amor…

Follia. É follia. Follia pura.
Non ti seguo. Non ti capisco. Mi perdo. Mi perdo nei tuoi occhi. Mi perdo nei tuoi abbracci. Mi perdo nella tua immagine.
Mi perdo nei miei pensieri.
Mi perdo nei ricordi.

Chiudo gli occhi e penso a te. Mi rilasso e penso a te.

Droga. Sei droga.

Io non dormo e penso a te.

Dove sei ora? Non sei dove vorrei fossi io.

Neri. Siamo neri dentro e fuori.

Ti chiamo. Non rispondi.

Se telefonando io potessi dirti addio.

Ti vedo. Mi manca il respiro. Non trovo la superficie. Ad annegare sono solo io.
Io non posso perderti.
Forse devo allontanarmi. Forse devi lasciarmi andare.

Se io rivedendoti fossi certa che non soffri….

Soffro io.
Sono felice.
Droga.